AUGURI PER UN FELICE 2024 AI LAVORATORI EX WHIRLPOOL DI NAPOLI

AUGURI PER UN FELICE 2024  AI LAVORATORI EX WHIRLPOOL DI NAPOLI

Heroes

 

ATDAL OVER 40 torna a sostenere i lavoratori ex Whirlpool di Napoli invitandoVi ad acquistare il loro nuovo calendario 2024 (qui sopra la copertina).

Fate una donazione libera (costo del calendario 5,00 € a copia + 3,00 € per ogni spedizione) con queste modalità: PayPal-Carte di Credito: https://form.jotform.com/233465750244355  ; Bonifico Bancario: beneficiario ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE VIA ARGINE 310 – IBAN: IT66A0366701600010570200663 – Causale: Nome, Cognome, Indirizzo, Città, Quantità Calendari.

Sulla pagina FB “Via Argine 310” leggiamo:

“Finalmente ci siamo.

“Alla luce del sole – HEROES” (titolo del calendario 2024 degli ex lavoratori della Whirlpool di Napoli, oggi Italian Green Factory, iscritti all’associazione). Sono passati due anni dall’uscita del primo calendario “Sulla nostra pelle” e grazie al vostro contributo di strada ne è stata fatta tanta, ci sono state anche tante battaglie perse ma la perseveranza, la resistenza, la capacità di creare gruppo ha fatto sì che insieme a tutti voi, ai sindacati ed alle istituzioni tutte si arrivasse al giusto epilogo di una grande ingiustizia subita. La Vittoria. Il ricavato sarà devoluto ad associazioni che operano sul territorio del quale ve ne sarà dato riscontro. Dopo tanta solidarietà ricevuta è giusto restituirla noi ci mettiamo cuore e braccia. Insieme si può.”

 “L’idea di un secondo calendario nasce dalla volontà di condividere con tutti voi la nostra storia, fatta di tante battaglie perse ma fatta anche e soprattutto da una vittoria storica per i metalmeccanici. Tutto attraverso la rappresentazione di immagini, questa volta però con lo sguardo fiducioso verso il futuro. Immagini che si pongono l’obiettivo di trasferire tutte quelle nuove sensazioni che accompagnano le lavoratrici e i lavoratori dopo quattro anni di lotta ed una grande vittoria con l’aggiunta di quegli elementi che caratterizzeranno il nostro futuro. Completando un racconto fatto di forza, fierezza, dignità.”

Abbiamo presentato il calendario, in prima assoluta per la città di Roma, al nostro incontro di auguri natalizi svoltosi il 21 dicembre 2023 presso il ristorante “La Cicala e la Formica” (qui sotto una foto del brindisi).

Brindisi

UN PO’ DI STORIA ……..

Nel 2023 abbiamo pubblicizzato “Via Argine 310”, prodotto da Bartleby Film e Rai Cinema, con la regia di Gianfranco Pannone e la voce narrante di Alessandro Siani; il documentario ripercorre la storia degli operai per difendere il loro posto di lavoro contro la decisione della multinazionale di chiudere la fabbrica. Videointervista al regista al link: https://bit.ly/3XHCo4Z

Ad inizio 2021 abbiamo contribuito a promuovere il primo calendario realizzato dagli operai per raccogliere fondi, ed in segno di solidarietà abbiamo dedicato loro due elaborazioni fotografiche. Link alla notizia:  http://www.atdal.eu/2021/02/14/sulla-nostra-pelle/

Qui di seguito, per gentile concessione degli Autori, le belle immagini del calendario 2021 realizzate dalla fotografa Tamara Casula. Buona visione !

1Gennaio 2Febbraio 3Marzo 4Aprile 5Maggio 6Giugno 7Luglio 8Agosto 9Settembre 10Ottobre 11Novembre 12Dicembre

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Dario Paoletti è il nuovo vicepresidente di Age Platform Europe

Dario Paoletti è il nuovo vicepresidente di Age Platform Europe

Durante la riunione del Consiglio di Amministrazione di AGE Platform Europe che si è tenuta a Madrid il 29 e 30 novembre 2023 è stato eletto alla carica di Vicepresidente il candidato italiano Dario Paoletti, superando altri otto concorrenti.

L’Italia non ha mai ricoperto questo ruolo  pur essendo socia di Age Platform Europe da oltre 15 anni.

Grande soddisfazione della delegazione italiana, composta da Claudio d’Antonangelo, Dario Paoletti e guidata dal Coordinatore di AGE Italia Loris Marchisio per aver raggiunto questo importante risultato.

La riunione è avvenuta in occasione   della  conferenza  organizzata  dal Comitato economico e sociale europeo (CESE) avvenuta il 29 novembre 2023 mattina per discutere e presentare possibili proposte   politiche per una strategia europea a favore degli anziani  nell’ambito della presidenza spagnola dell’UE. Nell’interessante incontro è emerso che circa il 42% della popolazione anziana europea riferisce che la discriminazione basata sull’età è prevalente nel proprio paese, con un picco di discriminazione basata sull’età sul posto di lavoro. Poiché la percentuale di persone di età superiore ai 65 anni è destinata ad aumentare costantemente nei prossimi decenni, l’UE ha un disperato bisogno di una strategia globale che consenta un cambiamento fondamentale, sia nelle politiche che nella percezione degli anziani da parte della società. Nei link sotto trovate una sintesi dell’incontro.

Nella foto, da sinistra:

Loris Marchisio, Coordinatore Nazionale e Consigliere di AGE Platform EuropeFoto delegazione italiana con Heidrun

Dario Paoletti, Vicepresidente di AGE Platform Europe e Vicepresidente di Atdal-Over40

Heidrun Mollenkopf, Presidente di AGE Platform Europe

Claudio D’Antonangelo, Consigliere di AGE Platform Europe

Link utili:

https://www.aiccre.it/cese-conferenza-sugli-anziani-combattere-lageismo/

https://www.age-platform.eu/event/conference-on-the-present-and-future-of-eu-policy-for-older-persons/

https://www.eesc.europa.eu/es/news-media/news/eesc-conference-older-persons-we-need-combat-ageism-and-promote-longevity-society

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RICONOSCIMENTO A LIVELLO NAZIONALE PER ATDAL OVER 40

RICONOSCIMENTO A LIVELLO NAZIONALE PER ATDAL OVER 40

ATDAL Over 40 è stata riconosciuta come uno dei principali “portatori di interessi” (stakeholders)  del Programma di investimento strutturale Age-IT (https://ageit.it/), finalizzato a rafforzare la rete dei centri di ricerca italiani nel settore dell’invecchiamento, finanziato a livello nazionale dal PNRR e dedicato alla tematica dell’invecchiamento ed alle sue conseguenze. Siamo stati quindi invitati a partecipare ad un incontro svoltosi il 25 ottobre 2023 presso il Centro Sociale “Mosso“a Milano (https://mosso.org) con l’obiettivo di presentare le 10 sfide prioritarie in cui si articola il Programma, e raccogliere idee / proposte dagli stakeholders per orientare meglio le attività della rete e massimizzarne il potenziale impatto sulla società. Il workshop è stato strutturato secondo 10 tavoli tematici corrispondenti alle sfide, seguendo la metodologia del world cafè (info: https://bit.ly/3Qo8mRs). Per noi ha partecipato il Vice Presidente, di cui trovate la relazione qui di seguito. Buona lettura !Age.it 4

Age-It  rappresenta il primo sforzo integrato e interdisciplinare a livello nazionale che unisce le eccellenze che studiano l’invecchiamento, tramite una triangolazione tra le forze delle scienze sociali, biomediche e tecnologiche. Mission del progetto è fare dell’Italia un hub scientifico internazionale sullo studio dell’invecchiamento, nonché un laboratorio empirico per studiare l’invecchiamento della popolazione, assurgendo a benchmark per tutte le società che stanno invecchiando rapidamente. E’ una rete di università, enti di ricerca e imprese che mette a sistema le competenze per lo sviluppo di 10 diversi ambiti (spokes – cfr. mappa in calce). I soggetti che partecipano al Partenariato esteso Age-it sono 27.

Nell’incontro organizzato per incontrare  gli stakeholders  della società civile (ONG, fondazioni, enti pubblici, associazioni ecc.) è stata utilizzata la metodologia dei world cafè ovvero sessioni veloci di 50 e 20 minuti, rispettivamente al primo ed al secondo giro,  in 5 tavoli diversi, nelle quali si è parlato di tutti gli spokes  del progetto. Ho partecipato ai seguenti tavoli:

1 – La demografia dell’invecchiamento

2 – Comprendere la biologia dell’invecchiamento

6 – Lavoro, partecipazione e welfare in età avanzata

9 – Tecnologie avanzate per un invecchiamento attivo e in buona salute

E’ stata una esperienza molto interessante in quanto anche se con poco tempo è stato possibile conoscere lo stato di avanzamento del progetto, ascoltare le esperienze dei rappresentanti del mondo della ricerca (ad es. CNR e università) e delle altre organizzazioni della società civile.

Il progetto con la sua visione ‘sistemica’ – cioè scientifica, tecnologica, culturale e politica –   dell’invecchiamento attivo è senz’altro uno dei più avanzati nel contesto europeo.

Dario Paoletti

 

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Onorificenza civica conferita ad Antonio Pizzinato dalla Città di Sesto San Giovanni

Onorificenza civica conferita ad Antonio Pizzinato dalla Città di Sesto San Giovanni

Il 10 ottobre 2023 presso la sala Comunale di Villa Mylius a Sesto San Giovanni (MI) il Sindaco Roberto Di Stefano ha consegnato l’Attestato di Merito Civico al Senatore Antonio Pizzinato (91 anni) che è stato un nostro serio e coerente sostenitore fin dagli albori di ATDAL Over 40.

Antonio, Senatore ma soprattutto amico di tanti di noi, è apparso in ottima forma benché reduce dalla lunga trasferta che si era sobbarcato sabato scorso per essere presente alla manifestazione sindacale di Roma.

Ricevuta l’onorificenza Antonio ha fatto un breve discorso ricordando i trascorsi di Sesto, una volta conosciuta come la “Stalingrado d’Italia”.

Ha fatto accenno ad importanti lotte di fabbriche quali la Magneti Marelli e la Falck, lotte che hanno permesso il raggiungimento di essenziali obiettivi in materia di diritti dei lavoratori, dall’orario alle condizioni di lavoro, dal diritto alla formazione e alla sicurezza.

Commosso ma molto lucido nel ribadire i temi che lo hanno visto impegnato in prima persona, fin da quando a 14 anni è giunto a Milano ed è stato assunto come operaio alla Borletti. Un esempio che oggi trova ben pochi se non nessun riscontro nel panorama politico del nostro Paese.

Ho scambiato qualche parola con lui, gli ho portato i saluti della nostra Associazione che ricambia nel ricordo dei momenti di impegno che ci ha visti accomunati .

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Armando Rinaldi

 

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ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEI SOCI

ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEI SOCI

 

Gentili Socie, cari Soci

il 16 settembre 2023 si è tenuta l’assemblea straordinaria dei soci, che ha deliberato:

Cliccando qui potete scaricare l’avviso di convocazione con la relazione illustrativa.

 

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E RITORNIAMO A PARLARE DEL REDDITO DI CITTADINANZA

E RITORNIAMO A PARLARE DEL REDDITO DI CITTADINANZA

Sui social e i media mainstream continua a tenere banco il Reddito di Cittadinanza spesso affrontato in modo raffazzonato e, soprattutto, mai rapportato al contesto dell’insieme dei paesi dell’Unione Europea.

Se si volesse approfondire tale contesto, sapremmo che in TUTTI i paesi UE esistono da decenni forme di sostegno al reddito (ne erano privi solo Italia e Grecia ma credo che quest’ultima abbia posto rimedio recentemente), sostegno che nessun politico e nessuna canea del popolino si sogna di mettere in dubbio perché questa misura è considerata un importante segno di civiltà.

Al contrario nel Bel Paese vanno per la maggiore le critiche rivolte agli approfittatori, unite al giudizio tranciante rivolto a chi non ha voglia di lavorare per qualche spicciolo di euro all’ora e, infine, a quanto ci costano questi fannulloni.

La cosa fondamentale è quella di evitare consapevolmente di chiarire i contorni che presiedono e giustificano delle misure al sostegno del reddito degli incapienti, analogamente a ciò che si fa in merito all’introduzione di un salario minimo garantito.reddito

E’ pacifico che la politica in toto abbia interessi di bottega nel non voler chiarire questi contenuti in relazione alla situazione degli altri paesi.

Nell’operazione di disinformazione brilla in particolare il PD, che pur disponendo di una nutrita schiera di europarlamentari che hanno a disposizione tutte le informazioni necessarie, si guarda bene dall’approfondire temi sui quali si è sempre dimostrato non tiepido ma freddo.

Lo stesso sindacato (non mi riferisco ovviamente alla CISL ormai genuflessa alle ricette liberiste e al sostegno alla Confindustria) ha a lungo osteggiato l’introduzione del RDC e del salario minimo garantito rivedendo solo recentemente, ma ancora tiepidamente, le sue posizioni.

In questa situazione di colpevole diffusione di informazioni quanto meno lacunose e di pervicace volontà di far crescere la disinformazione e la conseguente ignoranza, è comune trovare sui social una canea di prese di posizione scatenate nei riguardi del RDC. E’ del resto vero che i social sono il nefasto contesto nel quale si agitano e trovano spazio le più incredibili e vergognose forme di odio nei confronti di tutto e di tutti.

E allora spazio a coloro, e sono tanti, pronti ad accettare qualsiasi ruberia di Stato, qualsiasi privilegio dei politici, qualsiasi manovra truffaldina delle imprese, insomma qualsiasi porcata attuata da chi detiene il potere politico o economico ma che non possono tollerare che la fascia più debole della popolazione usufruisca di qualche centinaio di euro per la sua sopravvivenza.

Da oltre vent’anni l’Associazione ATDAL Over 40 si occupa di far emergere e tutelare i diritti degli over 40 che, espulsi dal mondo del lavoro, si trovano ad essere considerati “troppo vecchi per lavorare ma troppo giovani per la pensione”. Per questa categoria di ex-lavoratori oggi disoccupati così come per i tanti giovani anch’essi disoccupati oppure precarizzati con miseri stipendi da fame, il RDC rappresenta uno strumento fondamentale non per cibarsi di caviale e champagne ma per avere un minimo di respiro dall’assillo del vivere quotidiano.

Perché l’alternativa è, o può essere, terribile come cerco di far capire nelle tre storie di vita vissuta di alcuni nostri associati che vado a riassumere qui di seguito.

SI CHIAMAVA G…

Toscano verace, trasferitosi a Roma per motivi di lavoro. Sposato con due figli aveva fatto carriera divenendo dirigente in una media impresa metalmeccanica. Attorno ai 60 anni gli venne proposto di andare a dirigere un impianto dell’azienda in Polonia. Lui accettò separandosi dalla famiglia che riusciva a rivedere un paio di volte all’anno. Trascorsi due anni l’azienda lo convocò a Roma e gli comunicò il licenziamento. Avemmo modo di conoscerlo perché aderì alla nostra Associazione impegnandosi da subito nel darci una mano, sempre assistito dalla sagacia e dalla battuta pronta tipiche della sua origine toscana.

Fu al nostro fianco quando venimmo convocati per la prima volta alla Commissione Lavoro del Senato mentre si dannava l’anima per cercare un nuovo impiego. Non gli ci volle molto tempo per capire che per lui non c’erano reali possibilità di ricollocarsi. L’età era il fattore negativo che gli precludeva ogni speranza. Entrò presto in una crisi profonda, non accettava di essere considerato uno scarto senza speranza, un uomo che all’età di 60 anni aveva come unica speranza quella di attendere una pensione lontanissima nel tempo. Nel giro di un anno cominciarono a manifestarsi diversi malanni fino a quando dovette essere ricoverato. Nessuno sapeva spiegarsi il suo declino fisico e psicologico fino a quando un ictus lo portò alla morte.

SI CHIAMAVA F…

Viveva in provincia di Venezia. Per anni aveva condotto una piccola rivendita di prodotti informatici fino a quando la concorrenza dei grandi distributori lo aveva messo in ginocchio e costretto a chiudere l’attività. Anche F. era attorno a 60 anni, sposato con due figli che amava sopra ogni cosa. Lui non aveva la forza d’animo di G. , si abbatteva di fronte alle porte che gli venivano sbattute in faccia. Ci si sentiva al telefono quasi tutti i giorni, telefonate dalle quali traspariva rabbia, delusione, incredulità di fronte ai tanti rifiuti che riceveva. Si era appoggiato alla Diocesi veneziana che gli aveva trovato un impiego per qualche mese, andava a rifare i letti e pulire le stanze di un piccolo albergo di proprietà della Diocesi. Poi era andato a dare una mano a un amico che possedeva una bancarella per la vendita di oggetti ai turisti in visita a Venezia. Non riuscendo a rassegnarsi all’inattività aveva accettato la proposta della Diocesi di andare in Africa come volontario all’interno di un progetto scolastico per il sostegno ai bambini poveri. Vi aveva trascorso qualche mese ed era tornato apparentemente rinfrancato da quella esperienza. Ma, ben presto, la depressione dovuta alla mancanza di un’opportunità di lavoro era tornata a galla. Prima un infarto, superato con difficoltà e, infine, un ictus lo hanno portato alla morte.

SI CHIAMAVA M…

Una donna single prossima ai sessanta, aveva lavorato nel marketing fino a quando improvvisamente le comunicarono il licenziamento. M. non aveva una vita facile, viveva con la madre affetta da Alzheimer e doveva anche farsi carico di una sorella con gravi problemi cognitivi dalla nascita, ricoverata in una struttura dove vegetava data l’impossibilità di recupero. Nonostante tutto, M. era una persona battagliera, di grande cultura, incapace di accettare il fatto di non essere più idonea a svolgere un’attività lavorativa. Viveva di qualche sussidio derivante dalle condizioni della madre e della sorella. Un giorno ricevemmo l’invito a partecipare alla trasmissione di Giletti in onda, a quei tempi, su Rai Uno. Ricordo che durante il viaggio in aereo verso Roma (Rai Uno era l’unica emittente che se t’invitava ti pagava il viaggio in aereo) era ossessionata dalla preoccupazione di non voler piangere durante l’intervista. Non aveva fatto i conti con Giletti che, spolverando una valanga di luoghi comuni legati al Natale che sarebbe arrivato da lì a pochi giorni, tanto fece che riuscì a farla scoppiare in lacrime. Nel viaggio di ritorno si tormentava per non essere riuscita a controllarsi. Ci siamo sentiti telefonicamente con   regolarità fino a quando ad una mia chiamata ha risposto una parente comunicandomi che M. era deceduta dopo una breve malattia.

Tre storie di vita tremende, certamente estreme, ma attorno alle quali ne abbiamo conosciute altre non meno tragiche. Famiglie che si sono disgregate perché anche l’amore deve fare i conti con le necessità di sopravvivenza, perché la moglie ma, soprattutto, il marito disoccupato diventa irascibile, scontroso, perché non tutti i figli sanno accettare un drastico ridimensionamento del tenore di vita e col tempo cominciano a considerarti un fallito, perché si è costretti a vendere la propria casa perché non più in grado di sostenerne le spese, perché uno zombi che si aggira senza pace tra le mura domestiche non è più sopportabile. E allora arriva la separazione, ne abbiamo conosciuti alcuni che si sono ridotti a dormire in auto per lunghi periodi, affidandosi ai centri di sostegno agli incapienti per poter accedere ad un pasto, attanagliati dalla vergogna di non essere più in grado di mantenere la propria famiglia.

Tutte queste storie sono certo non possano scalfire gli imbecilli dei social, quelli che la sanno sempre lunga, che hanno le loro certezze inossidabili, che sanno cavillare su tutto e il contrario di tutto non sapendo nulla di una realtà che non gli appartiene, almeno fino a quando non si vengano a trovare in analoghe condizioni. Quel giorno siamo certi che li ritroveremo a lamentarsi, a gridare al mondo la propria condizione disperata, quella condizione che fino a ieri era così lontana da loro da potersene infischiare.

 

Armando Rinaldi

 

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Per leggere il precedente post sul reddito di cittadinanza pubblicato sul sito cliccate qui

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