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Presidio del 20 gennaio 2012 a Roma PDF Stampa
Venerdì 27 Gennaio 2012 17:10
A seguito del Presidio ATADAL Over 40 
di fronte alla sede centrale 
del Ministero del Lavoro 
pubblichiamo:

- Un comunicato stampa congiunto di ATDAL Over 40 ed altre realtà associative, 
emesso dopo la conclusione del presidio davanti al Ministero del Lavoro
(Vedi allegato in fondo alla pagina)

- La lettera consegnata ai dirigenti del Ministero del Lavoro, indirizzata al Ministro
(Vedi allegato in fondo alla pagina)

- Alcune foto del presidio
 
 
Foto 1 
 
 
 
 
 
Foto 2 
 
 

 
 
Foto 3
 
 
 
 
 
Foto 4
 
 

 

 
 
 
 
 
 
Presidio del 20 gennaio a Roma PDF Stampa
Mercoledì 18 Gennaio 2012 19:00
Con l’approvazione, nel mese di dicembre, della manovra economica “salva Italia” si è riproposta per molti cittadini in età matura la drammatica situazione di un nuovo e ancor più consistente spostamento nel tempo dei termini per l’accesso al diritto previdenziale.
Stiamo seguendo con estrema attenzione il confronto in corso a livello parlamentare in merito ad alcuni correttivi che dovrebbero cercare di sanare le ricadute più gravi di questa ennesima riforma sul tema.
Drammatiche sono le tante diverse situazioni che riguardano lavoratori in cassa integrazione, in mobilità, esodati a seguito di accordi aziendali, tutti lavoratori da considerarsi a tutti gli effetti dei disoccupati in attesa di approdo alla pensione per i quali a noi pare doveroso oltre che indispensabile trovare una soluzione che ne tuteli più che gli interessi il diritto ad un futuro. 
 
Vi invitiamo a partecipare  al  presidio di fronte alla sede centrale del Ministero del Lavoro, in Via Veneto 56, dalle ore 15 alle ore 17.
 
Poiché la sede del Ministero del Lavoro è situata in una zona considerata sensibile per la presenza dell'Ambasciata americana, non sono consentiti assembramenti superiori alle 50 persone (è chiaro che esistono dei limiti di tolleranza).
Ciò significa che se l'afflusso sarà notevolmente superiore decideremo di suddividere i presenti convogliandone parte in altra zona.
Poiché è nostra intenzione consegnare una lettera al Ministro ma anche ai Presidenti di Camera e Senato potremo decidere di organizzare due delegazioni per la consegna a Montecitorio e a Palazzo Madama.
Altri spostamenti di cui è circolata notizia in rete non sono stati proposti da Atdal Over40 e sono quindi di competenza di chi la ha organizzati.
Decideremo insieme come e dove proseguire insieme la protesta.

Chi tra i  Soci eamici non può partecipare ma intende sostenere la nostra iniziativa - si prevedono trasferimenti da Milano, Napoli ... - può offrire un contributo tramite bonifico alle seguenti coordinate bancarie: C/C intestato Associazione Atdal Over40 - presso B.ca Popolare di Sondrio Ag. 1 Milano. IBAN   IT 77 S 05696 01602 00000 6382X39
 
 
 


 
 
LETTERA APERTA DI FINE ANNO AI POLITICI PDF Stampa
Domenica 08 Gennaio 2012 09:51
Alla C.a.
On. Silvio Berlusconi
On. Pierluigi Bersani
On. Italo Bocchino
On. Pierferdinando Casini
On. Francesco Rutelli

e c.p.c.
- Presidente della Repubblica
    On. Giorgio Napolitano
- Presidente del Senato
    Sen. Renato Schifani
- Presidente della Camera
    On. Gianfranco Fini

Milano, 20 dicembre 2011
Egregi Onorevoli,
con l’approvazione da parte del Parlamento della manovra del Governo Monti  ritroviamo, tra tanti provvedimenti  “lacrime e sangue” per i soliti noti, l’ennesima riforma della Previdenza che, come in passato, produrrà un notevole quantitativo di danni collaterali rappresentati da lavoratori che erano in procinto di arrivare al traguardo della pensione e, soprattutto, da disoccupati in età avanzata per i quali l’approdo alla pensione poteva rappresentare l’unica possibile opportunità per tornare ad avere un reddito.
E’ doveroso riconoscere che tanti di Voi parlano ora di riforma del welfare e di provvedimenti a sostegno al reddito. Ne parla addirittura il Ministro Fornero.
Ma, a voler ben ricordare di un sistema di welfare universale ne sentiamo parlare da metà degli anni ’90, contestualmente al varo della prima riforma della previdenza,  e il ritornello ci è stato riproposto ogni volta, e sono così tante che abbiamo perso il conto, che in questi anni si è rimesso mano alle norme di accesso e calcolo delle pensioni.
Ieri come oggi, riforma dopo riforma, decine, centinaia di migliaia di disoccupati maturi si sono trovati, loro malgrado, ad interpretare il ruolo di vittime sacrificali.
Un periodo lungo più di 15 anni durante i quali la crisi non mordeva come oggi, un periodo durante il quale sarebbe stata sufficiente una vostra maggiore attenzione alla realtà del paese e, magari, una minima dose di volontà politica.
Durante tutto questo periodo Voi sedevate nello stesso Parlamento in cui sedete oggi, come sostenitori del Governo in carica o come oppositori ma, il Vostro posizionamento politico è stato del tutto irrilevante al fine di  alleviare le sofferenze delle “vittime” delle Vostre decisioni.
Non sono servite lettere e mail, convegni e denunce. Non è neppure servita una Commissione di Indagine dei Vostri colleghi del Senato che, nel lontanissimo 2005, approvarono all’unanimità una mozione in cui si riconosceva la grave condizione di chi perde il lavoro in età matura e si sollecitavano interventi urgenti in loro sostegno.
Verrebbe da chiedersi quale fine fanno documenti frutto di commissioni parlamentari che lavorano anni investendo risorse pubbliche, documenti che probabilmente nessun Parlamentare si prende la briga di leggere.
In tutti questi anni, nel pieno delle Vostre responsabilità, avete approvato esborsi milionari per sostenere le procedure di mobilità ed i prepensionamenti richiesti da imprese alla quali, spesso, nessuno si è peritato di chiedere di non delocalizzare dopo avere incassato gli aiuti pubblici.
Allo stesso modo non vi siete chiesti come fosse possibile e quale criterio di giustizia ed equità vi fosse nell’imporre norme rigidissime per l’accesso alla pensione di un disoccupato 60enne mentre decine di migliaia di altri lavoratori coinvolti in processi di ristrutturazione aziendale venivano, e vengono ancor oggi, prepensionati con 30 anni di contributi e 50 anni di età anagrafica.
Mentre i fondi per dare concretezza ad un vero sistema di welfare universale sembrano perennemente indisponibili, avete autorizzato annualmente l’impegno di centinaia di milioni di euro a sostegno di programmi per la formazione / ricollocazione dei disoccupati che sono serviti solo ed esclusivamente ad alimentare il business delle migliaia di operatori e intermediari di mano d’opera che hanno costruito la propria fortuna sulle disgrazie dei disoccupati.
Le parole di disperazione che sappiamo esserVi state rivolte in questi anni da tante madri e padri di famiglia non hanno scalfito minimamente la Vostra sensibilità mentre, io credo, avrebbero semplicemente dovuto farVi vergognare.
Non credo servano altre parole.

Stefano Giusti             Presidente ATDAL OVER 40

Armando Rinaldi         Vice Presidente ATDAL OVER 40
 
Partecipa al dossier ATDAL Over 40 contro la riforma delle pensioni PDF Stampa
Domenica 08 Gennaio 2012 09:43
Dicembre 2011
Cari Soci e cari Simpatizzanti,
le vicende degli ultimi mesi e di questi ultimi giorni ci stanno impegnando su tanti
fronti e ci impediscono, come negli anni passati, di predisporre una news letter per
l’anno che si avvia alla conclusione.
Ci limitiamo quindi ad anticipare a tutti Voi la notizia di una iniziativa che intendiamo
organizzare per il prossimo mese di gennaio.
Voi tutti siete al corrente della nuova stangata a danno dei pensionandi (ma anche dei
pensionati) contenuta nella manovra del Governo Monti così come sapete che nella
manovra non esiste alcun provvedimento atto a sostenere la ricollocazione effettiva
dei disoccupati over40.
Ci troviamo di fronte all’ennesimo massacro sociale ai danni dei soliti noti al quale, noi
riteniamo, si debba rispondere con maggior forza rispetto a quanto fatto in passato.
E’ nostra intenzione organizzare una manifestazione pubblica a Roma di fronte ad una
sede istituzionale da definirsi e, contestualmente, di chiedere ufficialmente un incontro
con il Ministero del Lavoro (possibilmente con il Ministro stesso).
Vorremmo arrivare a questo incontro con un dossier di casi di persone gravemente
penalizzate dalla manovra sia sul fronte previdenziale che su quello del lavoro.
Nei giorni scorsi abbiamo inviato a tutti voi una breve scheda da compilare ed
abbiamo già ricevuto una trentina di risposte.
Alleghiamo ancora una volta la scheda in questione (l’abbiamo arricchita con alcune
altre domande ma chiediamo a chi ce l’ha già restituita di NON ricompilarla in quanto
non è indispensabile).
Chi di Voi, leggendo le domande contenute nella scheda non si trovi direttamente
“coinvolto” nella materia previdenziale ma è invece angustiato dal problema della
ricerca di una occupazione, può sostituire la scheda stessa con una breve sintesi (non
più di mezza pagina) in cui descrive la condizione di difficoltà propria e/o del proprio
nucleo familiare.
Vi ringraziamo anticipatamente per la collaborazione.
 
ARMANDO RINALDI 
Vice Presidente 
ATDAL OVER40 

STEFANO GIUSTI
Presidente
ATDAL OVER40 
Allegati
File
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Disuguaglianza nei redditi PDF Stampa
Sabato 07 Gennaio 2012 22:37
Disuguaglianza di reddito: si allarga la forbice fra ricchi e poveri

Il Rapporto dell'OCSE Divided We Stand: Why Inequality Keeps Rising (Siamo divisi: perché le disuguaglianze continuano a crescere) – dicembre 2011 Dopo il rapporto “Growing Unequal”, pubblicato nel 2008, l'OCSE ha avvertito, all'inizio dello scorso mese di dicembre, che il divario fra ricchi e poveri ha raggiunto i suoi livelli più alti negli ultimi 30 anni.
Secondo il Rapporto “Divided We Stand: Why Inequality Keeps Rising” (Siamo divisi: perché le disuguaglianze continuano a crescere) nei paesi dell'area OCSE il reddito medio del 10% più ricco della popolazione è circa nove volte superiore rispetto a quello del 10% più povero.
Ciò non è dovuto agli effetti dell'attuale crisi economica: i dati si riferiscono, infatti, al periodo che va dagli anni '80 al 2008. Se la crisi ha accentuato le diseguaglianze, la loro crescita è stata, come più volte  sottolineato dalla CSI- ITUC e dall'ILO, una delle cause più importanti della crisi stessa.
A partire dagli anni '80 le disuguaglianze di reddito nelle economie avanzate si sono ampliate anno dopo anno anche durante fasi di crescita sostenuta. Si tratta di un aumento che ha riguardato la maggioranza dei paesi, compresi alcuni tradizionalmente egualitari come la Germania, la Danimarca e la Svezia, dove sono cresciute a volte più sensibilmente, pur rimanendo, in termini assoluti, tra le meno accentuate.
Nel 2008 il divario di reddito fra ricchi e poveri è pari ad un rapporto di: 25 a 1 in Messico e Cile; 14 a 1 in Israele, Turchia e Stati Uniti; e 10 a 1 in Italia, Giappone, Corea e Regno Unito.
Inoltre, negli ultimi vent'anni, in 17 dei 22 paesi OCSE si è registrato un aumento del coefficiente di Gini, ovvero dell'indice della disuguaglianza nella distribuzione del reddito di un paese.
In particolare, il coefficiente è aumentato di ben 4 punti percentuali in Finlandia, Germania, Israele, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Svezia e Stati Uniti (paesi che partivano, però, da livelli di diseguaglianza molto diversi tra loro).
Per quanto riguarda l'Italia, nel 2008 il reddito medio del 10% più ricco degli italiani è dieci volte uperiore al reddito medio del 10% più povero, con un coefficiente di Gini di 0.34, di un punto ercentuale maggiore rispetto alla media OCSE.
Secondo l'OCSE, l'aumento generalizzato dei divari di reddito trova la sua causa principale nella maggiore disuguaglianza in termini di salari e retribuzioni. Disuguaglianza dovuta in primo luogo a quell'insieme di riforme adottate per accrescere la competitività e rendere i mercati del lavoro più adattabili: la promozione del part-time, dell'orario flessibile e dei contratti atipici, nonché il ridimensionamento della contrattazione collettiva, hanno di fatto influito negativamente sui livelli salariali.
 
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