Vota il progetto di Atdal Over 40!!!

Vota il progetto di Atdal Over 40!!!

Aviva Community Fund quarta edizione offre la possibilità alle organizzazioni non profit di ricevere un sostegno economico per una causa importante nella comunità.

Atdal ha candidato un suo progetto:

Favole in cucina: ricordi e ricette delle nonne

Cerchiamo tanti sostenitori tra amici, familiari e conoscenti per raccogliere il maggior numero di voti!!!!!

Come si vota?

È semplice, una volta effettuata la registrazione accedi con il tuo profilo.  Poi clicca sopra le immagini che trovi sotto per essere indirizzato al sito di  Aviva e votarlo. Hai un massimo di 10 voti a tua disposizione

 
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I progetti più votati raggiungeranno la finale e una giuria stabilirà il vincitore per ciascuna delle 10 donazioni previste.

 

 

 

 

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Risultati assemblee associative 2019

ELETTO IL DIRETTIVO PER IL TRIENNIO 2019 / 2021 : ECCO I NOMI !

 

Dopo le assemblee di Roma (26 marzo) e di Milano (1 aprile), e dopo la riunione nella quale i consiglieri neo-eletti hanno attribuito al loro interno le cariche sociali, il comitato direttivo per il triennio 2019 – 2021 è composto come segue:

  • Walter Deitinger – Presidente
  • Stefano Giusti – Vice Presidente
  • Alessia Spinazzola – Tesoriera
  • Stefania Buonanno
  • Livia De Stefano
  • Maria Federica Rossi.

Il collegio dei probiviri si è ridotto a due membri a seguito dell’elezione di Stefano Giusti nel direttivo.

Agli ex consiglieri (Nicola Fasciano, Giovanni Laratta, Dario Paoletti, Daniela Savoia, Antonio Succi) ed ai consiglieri in carica diciamo “GRAZIE !” ed il nostro più affettuoso e cordiale “IN BOCCA AL LUPO !” per il futuro.

 

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ATDAL OVER 40 aderisce alla “XV Settimana di Azione contro il Razzismo”

ATDAL OVER 40 aderisce alla “XV Settimana di Azione contro il Razzismo”

Unar

Come di consueto la nostra Associazione – iscritta al n. 257 del Registro UNAR degli enti che svolgono attività nel campo della lotta alle discriminazioni – aderisce alla XV Settimana di Azione contro il razzismo organizzata dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali in molte città italiane, in occasione della Giornata Mondiale contro il razzismo che si celebra il 21 marzo.

Quest’anno il tradizionale appuntamento sarà prolungato nel tempo: al posto di una sola settimana, infatti, le iniziative si protrarranno durante il mese di marzo con un intenso programma promosso in tutta Italia, che coinvolgerà il mondo della scuola, delle università, dello sport e delle associazioni.

L’offerta culturale, dunque, è stata resa ancora più ampia e diversificata e, oltre ai numerosi eventi territoriali, è previsto il lancio di una campagna di informazione dal titolo “Diversi perché unici” –  #diversipercheunici e di uno spot che andrà in onda sulle reti Rai. L’obiettivo è quello di diffondere un messaggio di rispetto e tolleranza della diversità, di contrasto nei confronti di ogni forma di discriminazione e di sostegno attivo alle vittime.Unar2

http://www.unar.it/eventi/settimana-dazione-razzismo/settimana-dazione-contro-il-razzismo-edizione-2019

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Prossima assemblea dei soci Atdal Over 40

Prossima assemblea dei soci Atdal Over 40

Gentili Socie, cari Soci e Simpatizzanti,

Per chi è domiciliato nelle Regioni del Centro Sud (Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna):

qui trovate il numero speciale della newsletter dedicato all’assemblea annuale di ATDAL OVER 40, contenente:

  • l’avviso di convocazione con l’ordine del giorno;
  • le indicazioni per raggiungere il luogo della riunione, coi mezzi pubblici o in automobile;
  • il regolamento dell’assemblea.

E’ previsto che l’assemblea si svolga in seconda convocazione martedì 26 marzo p.v. alle ore 17:30, presso la sede di Cesform – Aula Van Gogh, in via Giovanni Bettolo, 12 – Roma (zona Prati). E’ gradita la conferma della partecipazione da parte Vostra, scrivendo a infolazio@atdal.it .

Dopo l’assemblea ci saluteremo con un aperitivo.

Per chi è domiciliato nelle Regioni del Centro Nord (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna):

qui trovate la convocazione dell’Assemblea Annuale di Atdal Over 40 che si terrà a Milano in seconda convocazione il prossimo 1 aprile  alle ore 17.30 presso la “Casa delle Associazioni e del Volontariato” – Municipio 2, Via Miramare 9 (Via Miramare è una traversa di Viale Monza situata a poca distanza dalla fermata della MM1 di Sesto Marelli).

Sarà presente all’Assemblea l’amico giornalista Max Rigano che pubblica con molta puntualità, su diversi siti web, notizie sul mondo del lavoro nella nostra città e nella nostra Regione.

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Il reddito di cittadinanza che …non c’è

Il reddito di cittadinanza che …non c’è

Il 2018 si è chiuso con l’approvazione della Legge di Bilancio che contiene, tra gli altri provvedimenti,  anche quello relativo alla misura definita “reddito di cittadinanza”.

Atdal Over 40 ha sempre denunciato l’anomalia – tutta italiana – della mancanza di una misura di  sostegno presente da anni in tutti gli altri Paesi d’Europa ed ha dato il proprio fattivo contributo, sia  nel 2013 partecipando alla campagna di raccolta firme per l’istituzione anche in Italia del reddito  minimo garantito (per info: https://bit.ly/2Qrl1Sq ), sia nel 2015 intervenendo in audizione e  depositando agli atti della Commissione Lavoro e Previdenza Sociale del Senato un parere scritto  (info: https://bit.ly/2JlcroK ) su alcuni disegni di legge sul reddito minimo e sul salario minimo allora  in discussione in Parlamento (ovviamente mai calendarizzati per il dibattito in Aula, a causa della  contrarietà dei partiti che in quel

 

momento avevano la maggioranza). Il provvedimento del Governo Conte è sicuramente un passo avanti considerando il nulla o quasi da  cui si veniva (il reddito d’inclusione varato dal Governo Gentiloni era largamente insufficiente ad  affrontare il problema della povertà, per un commento critico leggete qui: https://bit.ly/2C71X6K ),  ma va letto nella giusta ottica. Chiamarlo “Reddito di Cittadinanza” è sbagliato e, soprattutto è  lontano dai veri significati di questa misura. La misura approvata è solo un sostegno, limitato e non  certo universale, destinato a una categoria molto ristretta di persone che hanno perso il lavoro.  Senza fare la filologia del significato del reddito di cittadinanza (chi è interessato può ampiamente  documentarsi su https://www.bin-italia.org per capire le differenze tra un “reddito universale di  base” e un “sostegno al reddito”), teniamo come associazione a spiegare quali sono le ragioni che ci  portano a considerare la misura del nuovo Governo come un provvedimento limitato e soprattutto  lontano dall’obiettivo ideale del Reddito di Cittadinanza.

A cosa serve un reddito di cittadinanza universale?

E perché si deve pensare a una forma di riconoscimento per tutti?

Il cavallo di battaglia degli oppositori alla misura del Governo, e in generale alle forme di reddito  universale, è la solita frase “così le persone smettono di lavorare”. Per smontare questo trito, triste  e noioso luogo comune basterebbero i dati Istat 2017 che potete scaricare a questo link:  https://www.istat.it/it/archivio/217650. L’ente statistico (che in quanto pubblico e “super partes”  dovrebbe dare garanzie di imparzialità ed obiettività) definisce come soglia di povertà assoluta quella equivalente a una cifra inferiore ai 742,18 euro per un adulto (residente nel Centro Italia)  mentre la soglia di povertà relativa per una famiglia di due componenti ha come cifra cumulativa  quella di 1.085,22 euro. Secondo i dati che sono stati forniti fino ad oggi, il reddito di Cittadinanza  ammonterebbe per un singolo a 500 euro (con integrazione fino a 250 euro al mese per chi ha un  affitto/mutuo) fino ad arrivare al massimo di 2.028 euro per una famiglia di 3 adulti e due figli  under 14 (circa 405 euro a persona). Sfido chiunque a pensare di poter campare di rendita con  queste cifre, e già questo basterebbe a smontare la litania dei “fancazzisti mantenuti dallo Stato”.reddito-di-cittadinanza-requisiti-importo

Ma come associazione preferiamo andare oltre i numeri e ci permettiamo di dire che l’attivazione di  un VERO Reddito di base UNIVERSALE permetterebbe invece alle persone di poter cominciare a  lavorare sul serio, e non essere sfruttate.

In Italia si è assistito – con la benedizione di governi, partiti e sindacati di ogni colore – ad un silente e  massiccio processo di sostituzione di forza lavoro retribuita con forza lavoro pagata ai limiti della  sopravvivenza (in qualche caso anche …. non pagata). Esempi? Call center da 1 euro l’ora; ragazzi in  bici che per pochi soldi consegnano cibo a domicilio; docenti delle scuole private pagati 7 euro l’ora;  fattorini che consegnano pacchi con spese di trasporto a proprio carico; rapporti continuativi di  lavoro subordinato “mascherati” con partite Iva ed oneri a carico del lavoratore; straordinari non  pagati ecc. Vi è poi lo sterminato territorio della «formazione» che sempre più include la costrizione  al “lavoro gratuito”. Sono in continua espansione i tirocini obbligatori e gli stage previsti dai corsi di  studi e dai più diversi percorsi formativi che – ben lungi dall’assicurare l’accesso al lavoro regolare –  costituiscono un bacino in perenne rinnovamento di lavoro gratuito rigorosamente subordinato. Il  “museo degli orrori” potrebbe andare avanti all’infinito. Alla base di tutto questo sta la nuova forma  dominante nel XXI secolo: l’economia della promessa. Di che si tratta ? Settori come l’università, la  comunicazione digitale, il giornalismo e l’editoria in genere chiuderebbero o entrerebbero in crisi se  non potessero più fare ricorso a un enorme volume di lavoro gratuito o quasi, spesso giovanile ma  ormai anche popolato da over 40. Questa erogazione di lavoro è retribuita con null’altro che con la  promessa, che fa intravedere al collaboratore – in premio alla sua dedizione – la remota possibilità di  una qualche contrattualizzazione (anche se a termine ….). Alla faccia della retorica meritocratica  della “bravura” e della “preparazione”, oggi la ricerca del lavoro si è ridotta a una corsa di resistenza  a chi lavora di più – con meno retribuzione – in vista dell’agognato “tempo indeterminato”.

Questa condizione d’inferiorità cesserebbe se coloro che non lavorano potessero fruire di un  Reddito di Base Universale, cioè di un beneficio economico incondizionato e senza obbligo di  accettare un lavoro, che trasformerebbe l’obbligo del lavoro basato sullo sfruttamento come è oggi,  nel diritto di scelta del lavoro.REDDITO-DI-CITTADINANZA.jpg_945762826

Le persone, dunque, devono poter scegliere quale lavoro fare. Ma devono anche poter scegliere se  lavorare o meno, ed eventualmente come usare il loro tempo fuori da meccanismi di ricatto. Solo  partendo da qui si potrà riportare alla normalità quella “maionese impazzita” che è diventato oggi il  mondo del lavoro, che ha messo padri contro figli e costretto alla svendita della dignità intere  generazioni, ormai felici ed esultanti quando possono dire di avere “un lavoro”. Anche se non  possono assentarsi per malattie, ferie e permessi, lavorano il doppio e sono pagati la metà.

Due righe, infine, solo per rispondere alle domande classiche: “Dove si prendono i soldi?” “E’ una  splendida utopia ?”. Il Reddito di Base Universale sostituirebbe l’attuale pletora di sussidi e misure  assistenziali costose e inefficienti, spesso foriere di sprechi ed abusi, liberando le risorse necessarie a finanziarlo. Chi pensa che il reddito di base incondizionato (RBI) sia un’Utopia può procurarsi un  biglietto aereo low cost con destinazione Utrecht, o se non ci si vuole allontanare troppo, per  Zurigo, città dove sono in atto sperimentazioni del RBI. Chi può permetterselo prosegua il viaggio  fino ad Oakland, nella California di mister Donald Trump: anche lì troverà il RBI. E chi vuole starsene  comodamente seduto in poltrona (tenendo però acceso il cervello) almeno faccia lo sforzo di  leggere il “Quaderno n. 8 /2018” dell’Associazione Basic Income Network Italia. La pubblicazione è  scaricabile gratuitamente al link: https://bit.ly/2LTOHan

Stefano Giusti

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