Intervista a David Casabona, consulente e formatore informatico

Intervista a David Casabona, consulente e formatore informatico

Qualche anno fa abbiamo intervistato alcune persone, selezionate tra i soci e gli amici della nostra Associazione che hanno saputo inserirsi / reinserirsi brillantemente nel mercato del lavoro come dipendenti, consulenti o imprenditori (se desiderate rileggerle cliccate sui rispettivi link: Michele Muscillo ,  Conchita Salas , Ursula Bonetti , Donato Pisciotta , Maurizio Piccinetti , Livia De Stefano e  Marco Montefalcone ). Riprendiamo oggi a pubblicare le storie e le testimonianze di chi “ce l’ha fatta” dando spazio al socio David Casabona, al quale abbiamo chiesto di presentarsi e parlarci nel dettaglio del suo progetto.

Puoi dirci in poche parole chi sei e cosa fai ?

Sono nato a Prato, ho 34 anni e sono appassionato di informatica sin da una giovanissima età. Ho coronato nel 2019 un sogno che avevo da tempo: essere padrone del mio futuro. Per fare questo mi sono dovuto scontrare con la crisi e con la perdita del lavoro, che mi ha portato anche a conoscere Atdal Over 40.

La mia sede legale è a Vaiano, località vicinissima alla città di Prato, ma la mia attività, della quale vi parlerò meglio durante l’intervista, mi porta direttamente dai clienti ovunque essi siano: studi professionali, piccole aziende, uffici, negozi e privati.

Il mio obiettivo, l’idea che sta alla base dell’attività che ho intrapreso, è ciò che mi rende più unico che raro nel settore: non già la vendita di un particolare servizio, come fa qualsiasi altro professionista, ma l’affiancamento al cliente per qualunque sua necessità informatica rimanendo sempre e comunque dalla sua parte e facendo unicamente i suoi interessi. Sono un consulente, nel vero senso della parola, che si occupa anche di supportare il cliente ed interfacciarsi insieme a lui con tutti gli altri professionisti quando è necessario. Ed un formatore che organizza corsi anche, anzi soprattutto, su richiesta.

  • Qual è stata la motivazione principale che ti ha portato ad aprire una tua attività autonoma? Quando una crisi si abbatte sulla tua realtà devi decidere: o combatti con tutte le tue forze per contrastarla o soccombi.

In questo caso, cioè nel caso di una crisi del mercato lavorativo, è necessario rimboccarsi le maniche, afferrare saldamente il proprio coraggio e darsi da fare al meglio delle proprie capacità. Anche perché a 30 anni compiuti, quando dopo oltre 10 anni di lavoro sono stato licenziato a causa della crisi, ero considerato già troppo vecchio: le aziende preferivano assumere “giovani con esperienza” da pagare comunque come apprendisti, una pratica purtroppo molto comune, ed anche molti progetti, sia dei Comuni che Europei, erano aperti solo ai giovani fino ai 29 anni.

La decisione finale l’ho presa quando ho visto che con tutte le mie esperienze e capacità finivo comunque a fare sostituzioni di personale in ferie o in malattia nella vigilanza, oppure a mettere a posto gli scaffali, o ancora nei call-center o persino a pulire le gabbie degli animali negli allevamenti. Era un inaccettabile spreco delle mie competenze, oltre a non permettermi di guadagnare nemmeno il minimo per sopravvivere, e tutto questo mi ha spronato a mettermi in proprio e a diventare padrone del mio destino.

  • Quali sono le competenze precedentemente acquisite (sia lavorative che extra lavorative) che ti sono state utili per la nuova attività?

Quello che faccio adesso, la figura di consulente che rivesto, mette a frutto le conoscenze e le competenze che ho acquisito per passione durante gli anni che vanno dal 1994 fino ad oggi: sin da quando avevo solo 9 anni sono appassionato di informatica ed ho speso moltissimo tempo ad apprendere quanto più possibile in questo settore, spaziando in tutti i diversi campi che l’informatica tocca. Quando si segue la propria passione niente è faticoso o irraggiungibile!

Altre competenze che mi sono tornate utili sono quelle relazionali: il mio lavoro è a diretto contatto con le persone, più che con le macchine.

 Ma se c’è qualcosa che mi rende ciò che sono è la mia capacità di affrontare problematiche completamente diverse, passando agilmente da una all’altra, notando subito anche le implicazioni che ogni problema e ogni soluzione possono avere. Ho una mentalità molto flessibile e sono dotato di pensiero trasversale, capacità molto utili per un consulente che si trovi ad affrontare sfide diverse ogni giorno.

  • Quali sono le competenze che invece hai dovuto acquisire o stai ancora acquisendo?

Il settore informatico è talmente vasto ed evolve così velocemente che è necessaria una formazione continua, praticamente giornaliera: devo costantemente leggere, sperimentare e formarmi imparando a dare la precedenza ad alcuni argomenti piuttosto che ad altri per rimanere sempre al passo con i tempi in questo affascinante settore.

In questo lavoro, forse più che in tutti gli altri, chi si ferma è perduto.

  • Quali sono, per quanto riguarda la tua attuale esperienza, i fattori critici di successo della tua attività e le competenze distintive che hai apportato al tuo business?

Sebbene sia presto per parlare di successo, sono infatti in proprio solo da inizio 2019, posso dire che è la mia visione della figura del consulente a rendere la mia attività vincente: a differenza degli altri professionisti che approcciano solo un singolo problema e tentano di risolvere quello, io dedico la mia attenzione al cliente supportandolo in tutto quelle che concerne l’informatica. Si parla quindi di formazione, di consulenze, dell’analisi dei problemi e dell’ideazione delle relative soluzioni, di interazione con gli altri professionisti assunti in modo specifico per risolvere un determinato problema (ad esempio un programmatore che debba creare un software), e quant’altro.

Non è raro che io venga chiamato per esaminare un problema, o per trasmettere delle competenze con un corso, e finisca poi per identificare ben altre criticità da risolvere della cui esistenza il cliente non aveva idea. Naturalmente è sempre il cliente a decidere se ignorarle o affrontarle.

Questo accade perché nel mio settore esistono decine di figure, diverse professionalità specializzate, ognuna delle quali offre un determinato servizio e cerca perciò di vendere al cliente quel servizio senza preoccuparsi di tutto quello che ruota intorno all’intervento effettuato. Il cliente, che di norma è estraneo al settore, si fida di quanto gli viene detto dal professionista e non ha una figura “super partes”, neutrale, che lo supporti e lo guidi: è per questo, per pormi sempre e comunque dalla parte del cliente, che ho deciso di aprire partita IVA come consulente. Posso così essere presente prima che vengano prese le decisioni, per analizzarne costi e benefici; durante l’attuazione dei progetti, per verificare che vadano a buon fine e che siano conformi a quanto sperato dal cliente; in seguito, per supporto continuo e formazione ove necessario.

Non esistono molte figure concorrenziali con la mia e questo mi sta già dando parecchie soddisfazioni.

Il cliente sa che io sono dalla sua parte, perché nel mio caso non è tanto una questione di fiducia quanto di logica di mercato: io vengo in ogni caso pagato per il mio supporto, perciò non ho interesse a spingere il cliente verso un prodotto, servizio o professionista specifico piuttosto che verso un altro; inoltre non devo temere che una mia opinione contraria a quanto si aspetta il cliente lo porti a rivolgersi ad altri, non vengo pagato per compiacere o dar ragione alla persona che usufruisce della mia esperienza ma per guidare questa persona verso la soluzione migliore per la sua attività o per i suoi obiettivi. E anche quando è chiaro che io non sono d’accordo col mio cliente nelle sue scelte, dopo avergli prospettato quali sono le alternative e a cosa va incontro se prosegue sulla strada imboccata, se egli lo desidera io lo seguo comunque e lo aiuto a realizzare al meglio quanto si è prefisso.

Tutto questo piace molto alla clientela, e posso considerare una vittoria il fatto che la mia idea ed il mio ideale siano condivisi dalle persone che si affidano a me: molti esperti dell’odierno mondo del lavoro mi avevano sconsigliato di intraprendere questa carriera, suggerendomi di scegliere uno solo dei rami del settore informatico e specializzarmi unicamente in quello. Ad esempio, aprire un’attività più delineata, meglio inquadrabile, qualcosa come programmatore, tecnico, sistemista.

Ma tutti possono fare quel tipo di lavoro, basta formarsi (e infatti di quelle figure ce ne sono moltissime, sarei stato esposto ad una concorrenza spietata), ed inoltre non era ciò che volevo fare: nessuna di quelle attività mi avrebbe permesso di fare quello che veramente mi piace, cioè risolvere i problemi ed affiancare le persone, far loro da punto di riferimento, poter fare la differenza.

  • Quali sono le cose che rifaresti e quelle invece da migliorare?

Se dovessi ricominciare da capo, farei di nuovo tutto nello stesso modo. Forse però troverei il coraggio di farlo prima, perché ho trascorso quattro anni a svolgere lavoretti prima di decidermi e buttarmi in questa avventura.

Bisogna però sottolineare che il motivo per cui ho temporeggiato tanto è che in Italia difficilmente si riescono ad avere informazioni precise su cose di cui non si conosce niente, come nel mio caso l’apertura di un’attività.

Ognuno è esperto nel proprio settore e deve rivolgersi ad altri per essere guidato quando si rende necessario sconfinare in un settore diverso, come quello legale o fiscale (obbligatori per potersi mettere in proprio).

Ho passato gran parte di quei quattro anni a parlare con avvocati e commercialisti, a girare gli uffici della Camera di Commercio, dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate, solo per ottenere risposte il più delle volte vaghe e spesso anche contrastanti. La paura nell’avventurarsi in un progetto così, al buio, cresceva sempre di più.

Ma qui entrano in gioco altri protagonisti della mia storia, come ad esempio l’avvocato David Madera (a sinistra nella foto qui sotto, assieme a me) e il Progetto Policoro.foto-Casabona-Madera-ricampionata

  • Qual è stato il ruolo che questi protagonisti hanno avuto nel supportare la tua iniziativa?

Senza il Progetto Policoro non avrei mai avviato la mia attività. Sulla carta si tratta di un progetto che ha l’obiettivo di affrontare le problematiche della disoccupazione, che presta particolare attenzione ai giovani così come Atdal si occupa degli over 40, ma questa fredda definizione non rende affatto l’idea di come una realtà del genere sia importante e possa davvero cambiare le cose.

Ho avuto da subito l’appoggio della responsabile del Progetto Clarissa Panicagli, una persona fantastica, la quale si è subito schierata dalla mia parte sia dandomi consigli che presentandomi persone altrettanto meravigliose che condividono gli ideali del Progetto, come l’avvocato David Madera. Inoltre mi ha sempre accompagnato agli incontri con tutti i professionisti, per mettere la sua esperienza a mia disposizione, per fare le domande giuste, per comprendere le risposte come io non avrei potuto, e per suggerirmi quali esperti non fossero, secondo lei, abbastanza esperti per seguirmi nel mio particolare settore. Ma il suo supporto non si è limitato a questo, infatti mi ha ascoltato quando le problematiche mi buttavano giù, mi ha guidato nella ricerca di soluzioni, mi è stata accanto sempre.

Come del resto ha fatto l’avvocato Madera: senza di lui gli aspetti legali di un’attività delicata come quella informatica mi sarebbero rimasti oscuri, non avrei avuto il coraggio di muovere un solo passo senza le sue spiegazioni e il suo supporto. Supporto che non è terminato dopo l’apertura della partita IVA, posso sempre contare sulla sua esperienza e disponibilità. Persone come lui, tanto preparate quanto disponibili, si trovano raramente.

  • Quali sono le cose che potrebbe fare Atdal Over 40 per supportare simili iniziative e la nascita di nuove imprese?

Credo che un’associazione come Atdal Over 40 possa supportare questo genere di iniziativa facilitando la diffusione di quanto c’è di più importante al mondo: il sapere.

Spesso i progetti naufragano perché mancano le informazioni, o perché non si hanno quelle giuste, e raramente si riescono ad avere risposte chiare rivolgendosi agli uffici preposti.

In secondo luogo un’associazione così ben organizzata e molto presente sul territorio potrebbe contribuire a creare una rete di professionalità che possa effettivamente aiutare i disoccupati, andando ad agire direttamente “sul campo”.

In questo senso io stesso, adesso che sono “dall’altra parte della barricata” rispetto ai disoccupati, sto avviando una collaborazione con Atdal Over 40 che spero possa portare benefici alle persone escluse dal mondo del lavoro: il mio intento è creare, grazie alla rete dell’associazione, una serie di corsi accessibili anche a chi non lavora, atti a trasmettere le competenze informatiche di base che potrebbero permettere agli over 40 (senza escludere gli under 40 ovviamente), di rientrare nel mondo del lavoro svolgendo attività d’ufficio o traslando le loro competenze attuali verso il digitale.

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Link utili:

 Sito web: davidcasabona.it

LinkedIn: https://it.linkedin.com/in/davidcasabonapuntoit

Instagram (news, curiosità e guide): https://www.instagram.com/davidcasabona.it/

Facebook (formazione): https://it-it.facebook.com/davidcasabona.it/

Tellonym (dove le persone possono fare domande senza essere iscritte ed in modo anonimo):

https://tellonym.me/davidcasabona.it

Telegram & WhatsApp: 3400016320

E-mail: davidcasabona@davidcasabona.it

 

 

 

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IN EUROPA CONTRO LA DISCRIMINAZIONE PER ETA’

IN EUROPA CONTRO LA DISCRIMINAZIONE PER ETA’

 Su invito di Equinet e di Age Platform Europe, Atdal Over 40 ha partecipato ad un seminario svoltosi a Berlino il 27 e 28 giugno 2019, ed ospitato nell’importante sede dell’Ente Federale Anti-discriminazione(ADS – Antidiskriminierungsstelle des Bundes).

Scopo principale del seminario è stato far incontrare e collaborare da un lato i rappresentanti delle autorità anti-discriminazione sia di Stati membri UE che extra UE, e dall’altro i rappresentanti delle associazioni aderenti ad AGE Platform, creando tra essi un clima “partecipato” e “interattivo”, al fine di individuare buone pratiche e obiettivi strategici da raggiungere, scambiarsi informazioni e valutare possibilità di cooperazione a livello nazionale e comunitario, il tutto per aumentare le possibilità di difesa contro ogni forma di discriminazione per età, ed elevare il livello di attenzione / consapevolezza dell’opinione pubblica sul fenomeno.

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 A tal fine ha avuto un ruolo di rilievo il “facilitatore” Namir Chowdhury, esponente del British Youth Council (associazione nazionale non-profit del Regno Unito per giovani fino a 25 anni) che ha condotto il seminario in modo brillante e dinamico, presentando i diversi relatori che si susseguivano al microfono secondo il programma dei lavori. Tutto ciò ha dato al seminario un’impronta intergenerazionale, tutt’altro che routinaria e tradizionale, ed ha creato un clima informale tra partecipanti di ogni età e nazionalità.

 Il seminario ha anche avuto lo scopo di spiegare ad autorità ed associazioni le relazioni esistenti tra la normativa comunitaria antidiscriminazione e i nuovi  riferimenti internazionali in sede ONU, come ad es. il Gruppo di lavoro sull’invecchiamento alle cui riunioni annuali a New York partecipano Equinet ed Age Platform Europe, oppure i cosiddetti Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e i relativi indicatori collegati all’età.

 INVECCHIAMENTO ATTIVO E LOTTA ALLA DISCRIMINAZIONE PER ETA’: UN INCONTRO POSSIBILE

 Il rappresentante di Atdal Over 40 ha avuto un ruolo di rilievo in quanto gli è stato affidato il compito di dare il via, con un intervento introduttivo, ai lavori del working group “Ageism and Employment” (dedicato ai pregiudizi legati all’età nel mondo del lavoro). In questo intervento, così come in altri momenti del seminario, abbiamo potuto trasmettere ai presenti diverse esperienze e buone pratiche di Atdal Over 40, distribuendo anche il nostro volantino in inglese.

Oltre a illustrare le nostre azioni di contrasto agli annunci coi limiti di età ( pubblicizzate nel sito di Age Platform Europe ), e la nostra collaborazione con le aziende,  il rappresentante di Atdal Over 40 ha suggerito di cogliere l’occasione offerta oggi, a livello nazionale e sovranazionale, dalla maggiore sensibilità dell’opinione pubblica e delle istituzioni sull’invecchiamento attivo.

Il collegamento tra le due tematiche – apparentemente separate – sta nella constatazione che qualsiasi forma di discriminazione per età – non solo nel lavoro, ma anche nell’accesso a beni e servizi essenziali/sociali (ad es. nell’accesso a servizi sanitari, di prevenzione e di cura a lungo termine, a servizi bancari e polizze assicurative, ad alloggi di edilizia popolare, a strumenti per sostenere il reddito e prevenire povertà ed esclusione sociale) si risolve in definitiva in un’illegittima negazione di diritti ed in primis del diritto ad invecchiare attivamente.

In conclusione siamo certi che ascoltare le testimonianze di un’associazione come Atdal Over 40, che si è guadagnata un ruolo di stakeholder sia nel campo dell’invecchiamento attivo, che nella lotta alla discriminazione per età, sia stato utile a tutti coloro che hanno partecipato all’evento.

 Link utili:

 Il “background document” del seminario

 La pagina del sito di Equinet dedicata al seminario

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Invecchiamento attivo: cosa è?

Invecchiamento attivo: cosa è?

Si definisce invecchiamento attivo l’insieme delle attività lavorative, sociali, formative e d’intrattenimento svolte dalle persone con più di 65 anni di età, e più in generale qualsiasi ambito riguardante l’attivazione di queste persone e la loro inclusione sociale.

Alla luce del progressivo aumento dell’età media della popolazione (in Italia, in Europa e non solo), in sede ONU il nostro Paese aderisce al Piano di Azione Internazionale di Madrid sull’Invecchiamento (MIPAA) e la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le Politiche della Famiglia ha lanciato un progetto triennale per definire modelli di azioni ed interventi in materia.WhatsApp Image 2019-06-24 at 15.24.25

Atdal Over 40 è stata convocata – ed ha fattivamente contribuito – all’incontro di partenza del progetto in questione, svoltosi a Roma il 24 giugno 2019 nella prestigiosa sede del “Parlamentino” del CNEL  (vedi foto), a conferma e riconoscimento della nostra costante presenza nelle sedi internazionali e nazionali dove si è trattato dell’invecchiamento attivo (cliccate qui per visualizzare il programma della giornata).

Dopo la mattinata introduttiva, nel pomeriggio gli oltre 50 rappresentanti degli stakeholders del progetto (Ministeri, Regioni, Province Autonome, Enti Pubblici, Università, Sindacati, Associazioni) sono stati suddivisi in tre gruppi per una libera discussione sul progetto.WhatsApp Image 2019-06-24 at 15.24.38

Cliccando su questi link – slide n. 1 e slide n. 2 –   potete visualizzare quanto elaborato dal gruppo di lavoro  al quale ha partecipato il nostro rappresentante.

Due importanti proposte di Atdal Over 40 – 1) organizzazione di una giornata nazionale dell’invecchiamento attivo e 2) comparazione con le leggi nazionali sull’invecchiamento attivo di altri Paesi europei – sono state recepite nelle conclusioni del gruppo di lavoro.

 Link utili:

 Il nostro report sulla conferenza UNECE di Vienna (2012)

 Il nostro report sul seminario di Bruxelles sull’AAI (2015)

Il nostro report sul Forum delle ONG di Lisbona (2017)

 Il nostro report sul seminario di Ancona sull’esclusione dai servizi in età anziana (2018)

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Su “Igea News” si parla di noi

Su “Igea News” si parla di noi

Sul numero di giugno della rivista di quartiere “Igea News” (10mila copie distribuite gratuitamente nel territorio del Municipio XIV di Roma) si parla di noi. Potete leggere l’intervista al Presidente di Atdal Over 40 cliccando su questo link:  scarica il file pdf

 Inoltre, l’intero numero della rivista è disponibile per il download sul sito web: http://www.igeanews.it/

 Qui di seguito riportiamo il testo integrale. Buona lettura !

 LA TUTELA DEL DIRITTO AL LAVORO DEGLI OVER 40 IN DIFFICOLTA’

di Alfonso Angrisani

Il 7 febbraio 2002 nasce l’Associazione per la Tutela dei Diritti Acquisiti dei Lavoratori (ATDAL), la prima associazione di promozione sociale in Italia a rappresentare e difendere i cittadini over 40 senza lavoro  o a rischio di disoccupazione. E’ proprio ATDAL a coniare l’espressione “Troppo giovani per la pensione, troppo vecchi per lavorare”, che dà il titolo al primo convegno nazionale che l’associazione organizza nel 2003. 

Oggi l’Associazione è membro del network AGE Platform Europe, che raggruppa circa 120 associazioni ed ha lo scopo di rappresentare i diritti e gli interessi dei 190 milioni di cittadini europei senior. ATDAL Over 40 è attiva principalmente a Roma ma ha soci anche nel Centro Nord. Ne è Presidente dal 2013 il dott. Walter Deitinger, che abbiamo intervistato per capire meglio la realtà di questa associazione e il suo impegno sociale.Over40lavoro

 Iniziamo con una domanda di carattere generale: qual è la sua mission in campo sociale?

Come associazione siamo nati per sensibilizzare le istituzioni sul fenomeno dell’espulsione dal mondo del lavoro del personale in età matura. Fenomeno che ne porta un altro con sé, quello della necessità di ricollocarli. Il nostro slogan (“Troppo giovani per la pensione, troppo vecchi per lavorare”) riassume efficacemente il nostro pensiero. Oltre a questo teniamo molto alla cura della relazione con chi si rivolge a noi, fornendo un primo orientamento ed un primo sostegno informativo e di ascolto della persona. Sia chiaro, chi si rivolge a noi non trova né un ufficio di collocamento né un’agenzia per il lavoro, ma un’associazione che difende e dà voce a una categoria sociale (gli over 40 disoccupati o precari) oggi poco rappresentata nel nostro Paese.

 La disoccupazione e ATDAL Over 40: quali sono le vostre principali proposte per arginare e ridurre questo drammatico fenomeno sociale?

Dal 2002 abbiamo elaborato proposte di legge e realizzato iniziative  a livello istituzionale, dialogando coi principali partiti politici.  Siamo stati contrari alle cosiddette riforme previdenziali, alla cancellazione dei diritti dei lavoratori e alle misure che hanno permesso il dilagare della flessibilità selvaggia. Ci siamo impegnati a favore di un reddito di base, incondizionato e per tutti. Insomma, senza mai schierarci con alcun partito, siamo sempre stati dalla parte dei più deboli. Le nostre delegazioni sono state ricevute in audizione in Parlamento, hanno presentato relazioni sul fenomeno dei disoccupati over 40 e proposte di intervento legislativo. In sintesi ci battiamo per raggiungere tre obiettivi: permettere di arrivare alla pensione a chi ha perso il lavoro a pochi anni dalla maturazione del diritto, e non riesce a trovare un altro posto; ampliare gli ammortizzatori sociali per i lavoratori precari; eseguire ispezioni e irrogare sanzioni alle aziende che pubblicano annunci di lavoro con limiti massimi di età per i candidati, e attuano delle discriminazioni in base all’età.

 Nella sua esperienza di Presidente, che impressione ha tratto dal colloquio con le Istituzioni a proposito dell’urgenza del problema del ricollocamento dei lavoratori over 40?

Le istituzioni in genere sono disposte ad ascoltarci, ma quando chiediamo loro azioni e provvedimenti diventano sorde ad ogni richiamo. I rappresentanti delle autorità e delle amministrazioni competenti ci danno ragione, ma questi riconoscimenti di facciata restano senza conseguenze concrete. Due anni fa un disoccupato over 40, per protestare contro la mancanza di lavoro e l’indifferenza delle istituzioni, ha percorso tutta la via Aurelia a piedi dal confine di Stato di Ventimiglia sino a Roma, raccogliendo firme lungo il percorso per una petizione diretta al Presidente della Repubblica. Come associazione abbiamo sostenuto con forza la sua iniziativa, conclusasi negli uffici del Quirinale dove ha consegnato allo staff oltre mille firme. Ci è stato risposto con una cortese lettera e tutto è finito lì.

 I giovani e ATDAL Over 40. Che livello di sensibilità registrate, fra le ultime generazioni, in merito alle tematiche da Lei richiamate?

Riteniamo importante proporre progetti che fanno incontrare giovani e meno giovani per realizzare obiettivi concreti (di recente ne abbiamo presentato uno al concorso indetto da Aviva Community Fund), convinti come siamo del valore del dialogo, della collaborazione e della solidarietà tra generazioni. Vogliamo farci conoscere dai giovani e speriamo che ve ne siano molti che, leggendo questa intervista, siano stimolati a saperne di più su Atdal Over 40 visitando il nostro sito www.atdal.eu o la nostra pagina Facebook. Dobbiamo quindi ringraziare Igea News che si distingue dalla maggior parte dei periodici tradizionali o on-line. Questi ultimi considerano la disoccupazione per lo più come uno spettacolo e la raccontano dal punto di vista delle storie individuali (o dei “casi umani”, come loro li definiscono), trascurando le associazioni e, in alcuni casi, addirittura ponendo in contrapposizione gli interessi delle diverse generazioni, come se la disoccupazione in età matura fosse meno importante di quella giovanile. Come associazione sosteniamo che un ventenne ha tutto il diritto a lavorare per costruirsi un futuro, ma ricordiamo anche che dietro a un over 40 c’è una famiglia, un mutuo da pagare, anziani o disabili di cui il capofamiglia deve prendersi cura; in questi casi la perdita del lavoro di una persona comporta conseguenze a catena su molte altre che vengono indirettamente coinvolte.

 Presidente, le chiediamo un messaggio da inviare ai nostri lettori.

Aiutate Atdal Over 40 devolvendole il 5 per mille dell’IRPEF nella dichiarazione dei redditi, indicando il codice fiscale 97337300152. E’ un gesto che non costa nulla ma che vale molto, e ci permette di continuare la nostra attività a favore di chi ne ha più bisogno. Grazie !

 

 

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Vota il progetto di Atdal Over 40!!!

Vota il progetto di Atdal Over 40!!!

Aviva Community Fund quarta edizione offre la possibilità alle organizzazioni non profit di ricevere un sostegno economico per una causa importante nella comunità.

Atdal ha candidato un suo progetto:

Favole in cucina: ricordi e ricette delle nonne

Cerchiamo tanti sostenitori tra amici, familiari e conoscenti per raccogliere il maggior numero di voti!!!!!

Come si vota?

È semplice, una volta effettuata la registrazione accedi con il tuo profilo.  Poi clicca sopra le immagini che trovi sotto per essere indirizzato al sito di  Aviva e votarlo. Hai un massimo di 10 voti a tua disposizione

 
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I progetti più votati raggiungeranno la finale e una giuria stabilirà il vincitore per ciascuna delle 10 donazioni previste.

 

 

 

 

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