UNA GUIDA PER CHI VUOLE FARE VOLONTARIATO A ROMA
ATDAL Over 40 è stata inserita nella sezione “Inclusione e Diritti” della Guida “Cuori in Movimento” (cliccate qui per scaricare la Guida), che elenca associazioni di volontariato, localizzate nel territorio del Municipio XII di Roma e non solo, raggruppate in 6 categorie principali:
- Assistenza alle persone (accoglienza, ascolto e supporto quotidiano a persone in disagio, come distribuzione pasti e accompagnamenti)
- Salute e cura (sostegno agli ammalati e alle loro famiglie con accompagnamenti ospedalieri e donazioni)
- Cultura e arte (promozione di laboratori, eventi e festival per diffondere creatività, conoscenza e coesione)
- Sport e benessere (attività ricreative per equilibrio corpo-mente e inclusione tramite sport)
- Inclusione e diritti (supporto a disabili, migranti, donne e lavoratori)
- Emergenze specifiche (interventi per senzatetto, ricerche e fragilità acute).
Riportiamo qui di seguito un estratto dall’introduzione alla Guida a cura dell’On. Alessandro Alongi, Consigliere e Presidente della Commissione Politiche Sociali del Municipio di Roma XII, che ringraziamo per la considerazione e la fiducia dimostrata nei riguardi della nostra Associazione.
Buona lettura !
“Quando ho iniziato a riflettere sull’idea di realizzare una Guida al volontariato, ho avvertito con chiarezza che questo progetto non fosse semplicemente un’iniziativa utile, ma una necessità concreta del nostro tempo.
Viviamo in una fase storica in cui i giovani trascorrono molte ore da soli, spesso davanti a schermi che riempiono le giornate ma svuotano, talvolta, la dimensione umana.
L’isolamento, pur non essendo sempre visibile, è una condizione che si insinua in modo silenzioso, rendendo più fragile quella fase della vita in cui si dovrebbe costruire il senso di sé, del mondo e della comunità. (…………)
È proprio da questa consapevolezza che nasce il desiderio di offrire uno strumento semplice, chiaro e motivante, capace di mostrare ai ragazzi che investire il proprio tempo nel volontariato non è soltanto un gesto nobile verso gli altri, ma anche un investimento prezioso sulla propria crescita personale. Perché è innegabile: ogni ora spesa al servizio della collettività, specialmente di quella parte che non è autosufficiente, non è mai un’ora perduta. È un seme. Un seme che può germogliare in forme diverse nelle vite dei giovani che decidono di donare una parte di sé. (…………)
Il primo beneficio che questa guida intende promuovere è la riscoperta dell’utilità personale. Troppo spesso ai giovani viene fatto credere, implicitamente, che non abbiano gli strumenti per rendersi davvero utili, che la loro età sia un limite e non una risorsa, che ciò che offrono sia troppo piccolo per essere significativo. Ma la verità è esattamente l’opposto: la comunità ha bisogno dei giovani.
Ha bisogno della loro energia, della loro capacità di adattarsi, della loro creatività, del loro spirito concreto e spontaneo. Renderli protagonisti di attività di volontariato significa dare loro la possibilità di sperimentare cosa significhi contribuire a un bene più grande del proprio quotidiano. Significa mostrare loro che ogni gesto, anche il più semplice – come un ascolto in uno sportello scolastico o un gioco con un bambino con disturbi del linguaggio – può fare la differenza per qualcuno, e allo stesso tempo curare le proprie ferite invisibili. Prendersi cura degli altri aiuta a prendersi cura di sé: l’empatia attiva circuiti neurali che combattono la solitudine, trasformando vulnerabilità in forza condivisa.
Il secondo beneficio riguarda la qualità del tempo. In una società che tende a inghiottire le ore senza restituirci nulla in cambio, il volontariato diventa un modo per vivere il proprio tempo in maniera più piena, più consapevole, più autentica. Attraverso il volontariato si impara non soltanto a fare, ma soprattutto a essere: più responsabili, più empatici, più aperti alla comprensione delle fragilità altrui e delle proprie. Impegnarsi in attività che hanno un impatto reale permette ai giovani di scoprire nuovi interessi, nuove competenze e nuove dimensioni del proprio carattere.
Se riusciremo a far crescere i giovani nella pratica dell’altruismo, nella cura verso chi ha meno opportunità, nella condivisione autentica del proprio tempo, allora potremo davvero sperare in un futuro più unito e meno frammentato. Un futuro costruito non sulla competizione sterile, ma sulla collaborazione. Non sull’indifferenza, ma sulla responsabilità. Non sul distacco, ma sulla vicinanza. È questo il domani che immagino. Ed è questo il domani che, insieme, possiamo iniziare a costruire oggi.”
