L’ORIENTAMENTO COME STRUMENTO DI “COSTRUZIONE DI FUTURI” PER CONTRASTARE GLI EFFETTI DELL’INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE SULL’OCCUPABILITÀ.
Nel 2023 Attilio Marchi, iscritto al corso di perfezionamento in “Orientamento e career counselling per l’inclusione, la sostenibilità e la giustizia sociale”presso il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata dell’Università di Padova, chiese ad ATDAL Over 40 di suggerirgli documenti, saggi e testi da consultare per redigere l’elaborato finale su un argomento oggetto del corso. Il titolo della ricerca è “L’orientamento come strumento di costruzione di futuri per contrastare gli effetti dell’invecchiamento della popolazione sull’occupabilità”.
Siamo lieti di poter pubblicare qui, col consenso dell’Autore, le conclusioni della ricerca e la copertina dell’elaborato. Per qualsiasi approfondimento scriveteci a infolazio@atdal.it.
La costruzione di contesti più inclusivi e accoglienti per tutti, e non solo per gli over 50, deve necessariamente attraversare tutta la società e tutte le fasce d’età, attraverso la costruzione di una consapevolezza, di un senso civico e di rispetto per gli altri e per il pianeta. Occorre promuovere un orientamento inclusivo e sostenibile dove si parla di opportunità personali e per la collettività, un orientamento non solo per il singolo, ma anche per le organizzazioni che si devono fare promotrici di sostenibilità umana, sociale, economica e ambientale, per garantire diritto e dignità del lavoro attraverso anche la promozione della legalità.
Le discriminazioni vanno affrontate in blocco e non separatamente perché occorre creare reti di comunicazione e di condivisione tra associazioni, centri di ricerca, organizzazioni pubbliche e private, scuole di ogni ordine e grado, per individuare insieme strategie comuni per superare l’idea che esistono gli over 50, i giovani, i portatori di disabilità, gli esclusi, le donne, le madri, le persone LGBT. Tutte le persone attraverso la loro unicità possono e devono contribuire al bene comune secondo le proprie capacità. Questo si realizza attraverso la costruzione di reti sociali protettive, dove le persone possono supportarsi a vicenda, confrontarsi e progettare futuri senza la paura di fallire “low stake situation”. Le reti sono di fondamentale importanza non solo per superare periodi di intenso carico emotivo, quali la perdita del lavoro e le difficoltà di inserimento, ma anche per proteggere la salute delle persone e quindi migliorare in generale la qualità della vita.
Questo futuro futuribile richiede un lento processo di costruzione, l’abbattimento di barriere ben più grandi dei pregiudizi e delle discriminazioni e richiede la collaborazione di tutte le discipline: letteratura, psicologia, giurisprudenza, pedagogia, ingegneria, filosofia, e anche di quelle artistiche, perché anche l’arte è essa stessa trasmissione di significati oltre le barriere etniche, politiche linguistiche e culturali.
Infine, le persone vanno valorizzate dandogli voce e aiutandole a ripercorre le proprie narrazioni per decostruire e ricostruire nuovi sensi e significati all’interno di un possibile futuro, per renderle libere dai condizionamenti e dalle prigioni costruiti da un contraddittorio progresso.

