Nel 2023 Giuseppe Masso, allora studente dell’Università di Milano “Bicocca”, chiese la collaborazione di ATDAL Over 40 in relazione ad un progetto di ricerca per la sua tesi di laurea magistrale. Il progetto di ricerca riguardava le motivazioni che portano le persone a dare le dimissioni dal lavoro, analizzate esplorando le condizioni di benessere / malessere lavorativo e il significato dato al concetto di benessere sul lavoro, significato che può variare a seconda della generazione di appartenenza. ATDAL Over 40 diede ampia diffusione al questionario online (rivolto a persone di ogni età per permettere un confronto generazionale), invitando soci e simpatizzanti alla sua compilazione.
Siamo lieti di poter pubblicare oggi, col consenso dell’Autore, la sintesi delle conclusioni del
questionario e la copertina della tesi di laurea. Per qualsiasi approfondimento scriveteci a infolazio@atdal.it.
In sintesi, i risultati del questionario mostrano che l’85% dei partecipanti vive situazioni di stress, l’80% sperimenta stati di nervosismo e il 75% di sovraccarico emotivo e circa i due terzi prova demotivazione (67%) e ansia (64%). Circa il 70% dei lavoratori pensa che nella propria azienda ci siano richieste contrastanti e che i carichi di lavoro siano eccessivi (68%). Quasi i due terzi dei soggetti ritengono che i superiori non sempre ascoltano i suggerimenti (65%), non sempre trattano tutti in modo equo (63%) e che il coinvolgimento ai processi decisionali sia insufficiente (61%). La metà pensa che la retribuzione (49%) e il tempo libero (47%) siano poco adeguati.
Si deduce che una realtà aziendale che presenta queste criticità possa portare ad avere il desiderio di cambiare il proprio lavoro (75%). Infatti, ben 83,6% dei partecipanti che possiede un’occupazione pensa che, in futuro, possa lasciare spontaneamente il proprio lavoro attuale. Tra le principali motivazioni dichiarate sul perché hanno intenzione di dimettersi, emerge la mancanza di prospettive di crescita, una retribuzione non adeguata, la mancanza di riconoscimento, situazioni di stress e di ansia e il poco tempo libero dovuto alla scarsa flessibilità oraria.
Facendo poi un’analisi più approfondita emerge che, riguardo il genere, sono le donne, rispetto agli uomini, a subire maggiormente delle situazioni di malessere, soprattutto di carattere psicologico come stress, ansia, nervosismo e sovraccarico emotivo; mentre, riguardo le fasce di età, sono le nuove generazioni, specie i millennials, a vivere il lavoro in maniera peggiore e a provare maggiore insofferenza nell’andare al lavoro. Rilevante è anche la dimensione aziendale, infatti, maggiori sono le dimensioni aziendali e maggiori sono i vissuti di malessere in genere.

