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Quale economia dopo la crisi? PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Noferini   
Mercoledì 30 Giugno 2010 09:28

 

La Facoltà di Economia della Sapienza Università di Roma ha ospitato nel pomeriggio di Giovedì 24 Giugno la presentazione del libro “Quale economia dopo la crisi”, edito dalle Edizioni dell'Asino. Il testo raccoglie 32 interventi di economisti ed esperti italiani e stranieri sulla crisi economica attuale, concentrando l'attenzione sulle proposte per un'economia sostenibile. Il libro è curato da Andrew Watt ed Andreas Botsch dell'Istituto Sindacale Europeo e da Roberta Carlini di Sbilanciamoci!, la campagna che, proponendo alternative, promuove il dibattito e la critica sui modelli economici e sociali a cui il mondo attualmente tende a far riferimento.
Alla presentazione hanno portato il loro contributo, con interventi e anche vivaci dibattiti, Docenti Universitari, Giornalisti, esponenti del mondo politico e Sindacalisti.
Oltre che nelle librerie, il testo si può trovare anche nel sito delle Edizioni dell'Asino www.asinoedizioni.it. E' anche da segnalare la rivista in rete di Sbilanciamoci! reperibile al sito www.sbilanciamoci.info.
 
Nella sua introduzione, il Prof. Maurizio Fortini, Direttore del Dipartimento di Economia Pubblica La Sapienza Università di Roma, ha posto in evidenza il fatto i contributi raccolti nel libro hanno in comune il fatto di confrontare il prima ed il dopo della crisi attuale, provocata a sua volta dalle stesse crisi della crescita e delle forme di progresso.
Dopo aver espresso i suoi ringraziamenti, Roberta Carlini ha osservato che, non appena si intravede uno spiraglio di miglioramento nella situazione attuale, si manifesta la tendenza a tornare alla finanza alla vecchia maniera, come se niente fosse successo. Il libro vuole proporre la preveggenza come parola chiave di lettura dei fatti che ci circondano. 
Con il coordinamento di Orazio Carabini, del “Sole 24 Ore”, si è poi svolta l'analisi sul tema: “L'Europa, la crisi, le proposte di cambiamento”; Andrew Watt e Andreas Botsch hanno parlato della crisi attuale, hanno approfondito le sue cause ed hanno esposto come le politiche fiscali ed il riassetto in forma nuova e con regole precise della finanza possano contribuire a facilitare l'uscita dal periodo critico ed a far nascere una maggiore stabilità nel futuro.
Il Prof. Domenico Mario Nuti  della sapienza Università di Roma ha analizzato la natura di una crisi che da finanziaria si è trasformata in fiscale, ed ha rilevato come le misure adottate dal Governo italiano per affrontarla sono state abbandonate prematuramente in maniera troppo ottimistica confidando in una ripresa che non c'è stata. Questa scelta ha determinato maggiore disoccupazione e scarsa crescita.
Proposte di un incremento europeo dei salari, accompagnato da una azione sindacale coordinata a livello europeo, sono state avanzate dal Prof. Angelo Marano, che teme, specialmente da parte degli Stati Uniti, un'azione per ricalibrare la macchina della finanza anziché intervenire per un suo diverso funzionamento.
Al dibattito che ne è seguito, coordinato da Stefano Lepri de “La Stampa”, hanno partecipato: Stefano Fassina, Responsabile economico del PD; Gianni Rinaldini, FIOM CGIL; Gianni Alioti, Responsabile internazionale FIM CISL.
L'On.le Fassina ha posto in risalto il peggioramento delle condizioni delle classi medie come causa scatenante della crisi; Alioti ha precisato che i lavoratori hanno ancora scarsa libertà di movimento tra i diversi Paesi e ritiene che le Organizzazioni Sindacali debbano svolgere un ruolo maggiore a livello internazionale.
Rinaldini si è soffermato sulla logica di una crisi che ha rotto la solidarietà, mentre l'Europa si presenta con aiuti che provocano dissapori tra diversi territori e con una richiesta di tagli che fanno crescere fra la gente l'ostilità per l'istituzione europea. Il diffondersi di un malumore di questo tipo può portare a conseguenze anche drammatiche.
Nel trarre le conclusioni dell'incontro, Giulio Marcon di Sbilanciamoci! ha focalizzato l'attenzione su due importanti aspetti del libro “Quale economia dopo la crisi?”, e cioè: le necessità di fronteggiare l'emergenza sociale e di proporre consumi diversi che favoriscano una crescita sostenibile con un aumento della domanda.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Giugno 2010 09:34